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La
Barbera e la sua storia
Nella tradizione piemontese questo vino
e' sempre stato indicato al femminile: "la"
Barbera e non "il" che si riferisce invece
al vitigno. Non che chiamare questo vino
al maschile sia disdicevole, ma certamente
e'auspicabile che "la" Barbera rimanga
tale, perche', tutto sommato, e' un vezzo
simpatico e distintivo. Per quanto si conosce
ed hanno appurato gli storici di ampelografia
, il vitigno e'meno antico di altri coltivati
da sempre in Piemonte (moscato, grignolino,
nebbiolo), ma la sua espansione e'stata
costante nei secoli, fino a rappresentare
attualmente il piu' diffuso vitigno a bacca
rossa della regione. Le ragioni storiche
della scelta di questa coltivazione da parte
dei viticoltori sono ben noti: si tratta
infatti di un vitigno "rustico" con notevole
capacita' vegetativa, che offre elevata
produzione di grappoli ed e'meno soggetto
di altri alle mutevoli condizioni climatiche
della zona ed agli attacchi dei parassiti
e delle muffe cui e' soggetta la pianta.
Le prime notizie certe di uve "barbera"
risalgono attorno al 1700, in documenti
che riguardano questa coltivazione nella
zona di Montegrosso d'Asti, anche se e'
probabile che la varieta' esistesse gia'
da molto tempo ma non fosse conosciuta con
questo nome.
Di la' in poi il successo di questo vitigno
dovette essere immediato, constatando che
si propago' rapidamente in quasi tutto il
Piemonte e venne sicuramente aiutato dal
disastro provocato dalla fillossera, che
costrinse i viticoltori a reimpiantare completamente
i vitigni distrutti, innestandoli "viti
americane" solo quelli piu' resistenti ed
abbandonando molte varieta' piu' delicate,
alcune delle quali oggi completamente scomparse,
altre sopravvissute in pochissimi filari
per la tenacia di qualche viticoltore che
non volle privarsene completamente e poi
"riscoperte" in epoca recente: i casi piu'
noti sono quelli del'Arneis e del Favorita.
Sebbene nell'ultimo trentennio molte zone
tradizionali della Barbera, come il nord
astigiano ed il casalese, abbiano perso
notevoli superfici vitata, causa l'industrializzazione
e l'abbandono delle campagne, nel solo Monferrato
il vitigno Barbera e'coltivato su quasi
15mila ettari di terreno collinare. Estensioni
meno elevate ma significative si trovano
anche nell'albese e nei Colli Tortonesi
e nell'Oltrepo' Pavese, mentre in altre
parti del Piemonte la presenza E'piu' marginale.
La cifra aiuta ad inquadrare meglio l'importanza
del "vigneto Barbera", che attualmente,
dato il crescente successo del vino sui
mercati nazionali ed internazionali, e'
destinato a vivere una nuova stagione di
crescita, anche in funzione dei reimpianti
autorizzati recentemente dalla Comunita'
Europea.
Vino robusto e ricco di personalita', la
Barbera per decenni ha rappresentato il
classico vino rosso "da pasto", molto apprezzato
in origine dai consumatori piemontesi, poi
da quelli lombardi, dove storicamente ha
avuto sempre una importante presenza sul
mercato, specie nell'area milanese e brianzola,
questa interpretazione, per colpa di qualche
commerciante di pochi scrupoli, ha creato
dei problemi, fortunatamente superati da
anni.
E' indubbio che la Barbera ha potuto anche
contare su produttori "storici" che l'hanno
diffusa, a partire da fine Ottocento, in
bottiglia piuttosto che sfusa, migliorandone
l'immagine e dimostrando trattarsi di un
vino molto indicato all'invecchiamento,
che quasi sempre, se ben vinificato e affinato
in botti di legno piccole e grandi, lo migliora
nettamente. Da piu' di un decennio la crescita
media qualitativa, determinata da una maggiore
cura del vigneto, ad iniziare dalla riduzione
della resa d'uve per ettaro, passando per
il miglioramento delle tecniche di cantina
ed al sempre maggiore utilizzo dell'affinamento
in botti di rovere, ha fatto in modo che
la Barbera, nelle sue varie interpretazioni,
sia diventata a tutti gli effetti un vino
"importante", oggi in grado di competere
con tutti i grandi vini rossi italiani ed
internazionali. Il merito, va ricordato,
e' di un numero sempre maggiore di produttori,
piccoli e grandi, che hanno creduto nelle
grandi potenzialita' di questo vino ed oggi
raccolgono giustamente i frutti del loro
lavoro.
Da qualche anno la Barbera è presente
anche su internet con il sito www.barbera.it
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