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La
Bahìo, una festa d'Oc
A Sampeyre (Cn) ogni cinque anni si commemora
la cacciata dei saraceni.
Il corteo avanza festoso verso l' abitato
di Sampeyre lasciandosi alle spalle
le antiche case di Rore. Ma... le soste
improvvise interrompono spesso il ritmo
della compagnia: i suonatori escono dalle
file armati di violino, fisarmonica e clarinetto,
intonando veloci gighe, courente, tresseo
altre arie che in un attimo coinvolgono
tutti in una spensierata danza. Nel frattempo,
il simpatico personaggio dell' Arlecchino
che porta un cappello circondato da campanelli
e gusci di lumaca, cerca di mantenere l'
ordine pubblico costringendo a indietreggiare,
a colpi di bastone sui piedi, coloroche
non partecipano al ballo. La festa occitana
affonda le sue radici verso l' anno Mille,
quando bande di Saraceni, provenienti
dalla Provenza e armate fino ai denti, varcarono
quello che è oggi il confine con la Francia
per occupare e saccheggiare le valli piemontesi,
seminando il terrore tra i poveri contadini.
Costretti a ribellarsi per non essere ridotti
tutti in schiavi, gli abitanti si organizzarono
in squadre armate e fecero fronte agli Arabi
nemici combattendo sanguinose battaglie.
Si presume che le nostre terre furono liberate
all' incirca tra gli anni 975 e 980. Certo
le ostalità sono state dimenticate e col
trascorrere del tempo la Bahìo di
Sampeyre si è trasformata in un evento di
carattere popolare in grado di sprigionarei
più grandi sentimenti di amicizia tra gli
uomini, mantenendo però sempre le caratteristiche
della festa solenne nei vari momenti ufficiali
che il copione non può trascurare. La Bahìo
si svolge a febbraio, nel periodo delle
manifestazioni carnevalesche, spesso viene
anche impropriamente considerata un Carnevale
occitano.
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