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Giovanni
Pastrone, padre della cinematografia italiana.
Chi afferma che i piemontesi sono privi
di estro e di intraprendenza potrà venire
subito sconfessato da una persona: Giovanni
Pastrone che tutte le storie del cinema
indicano come uno dei più rivoluzionari
uomini della settima arte.
Nato ad Asti il 13 settembre del 1882, Pastrone
dimostra subito una molteplicità di interessi:
è musicista (suona il violino) ed alterna
allo studio della musica quello di...ragioniere.
Come tale si trasferisce a Torino nei primi
anni del 900 presso un importatore di pellicole
dalla Francia. Immediatamente Pastrone si
interessa al nuovo mezzo espressivo e già
nel 1908 diventa direttore dell' Itala Film,
una delle case di produzione che diverrà
storica. " La maschera di Ferro" (1909),"Manon
Lescault" ," Lucia di Lammermoor" (1910)
sono tra le sue prime produzioni. Produttore,
regista e tecnico, Pastrone raggiunge il
culmine con "Cabiria" del 1914. Per
questo film egli ricorre a Gabriele D'Annunzio
per le didascalie e a Ildebrando Pizzetti
per il commento musicale ( celebre la "Sinfonia
del fuoco"). Ma Pastrone nella regia adotta
lo pseudonimo di Piero Fosco e come tale
dirigerà altri films tra i quali " Il fuoco
" e " Tigre reale " , entrambi con Pina
Menichelli.Vero rivoluzionario della tecnica
di ripresa cinematografica inventò il carrello,
la luce diffusa e riflessa e il montaggio
ad azioni parallele. Muore a Torino il 27
giugno 1959.
(Massimo Scaglione)
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