| Giorgio
Faletti , astemio di Asti
La
parola al famoso comico astigiano
Fino
a una certa età ho creduto che quelli di
Asti si chiamassero astemi e
così quando mi chiedevano di dov’ero
io rispondevo tranquillamente: "Astemio".
Poi, quando da Asti sono venuto a Milano, ho capito
che quelli di Asti sono gli astigiani, ma che
io ero comunque astemio. Ebbene sì, nonostante
le mie origini piemontesi, non bevo vino,
mi disseto con acqua, naturalmente in quantità
industriale e se proprio devo concedermi un alcolico,
non vado mai oltre la birra.
Il vino comunque
mi piace, non da bere ma da conoscere, da apprezzare
come fatto culturale, da vivere in tutte le sue
sfumature. Quando penso al vino mi vengono in
mente le cosiddette "merende cenatorie",
si chiamano così dalle nostre parti degli
abbondanti spuntini preserali, a base di pane,
salame e fiaschi di vino in abbondanza, che finiscono
per sostituire la cena vera e propria. Il vino
assume in questi casi anche una valenza conviviale.
Al piacere del bere si associa quello dello stare
insieme, del divertirsi in compagnia. Il vino
è un fatto di aggregazione, in tutti gli
ambienti, dalle osterie ai ristoranti più
raffinati, ai salotti privati.
Niente a che vedere quindi con l’alcol come
tramite verso l’autodistruzione. Oggi si
tende a demonizzare ogni cosa e anche il vino,
anzi gli alcolici in generale, sono i principali
capi d’imputazione. Ma io non sono convinto
fino in fondo. Le stragi del sabato sera ci sono
sempre state. Solo che quando ero ragazzo io,
il traffico notturno era molto più limitato
e se un’automobile si schiantava a Catanzaro
difficilmente ad Asti si veniva a sapere.
Oggi la fuga di notizie è assolutamente
amplificata, quasi in tempo reale vieni a conoscenza
di fatti che acccadono a migliaia di chilometri
da te. E poi perchè non si parla mai delle
cilindrate delle automobili, veri e propri bolidi
capaci di raggiungere velocità che ai nostri
tempi a momenti non si vedevano neanche nei films?
Infine ci sono gli stupefacenti. In discoteca
le consumazioni costano moltissimo, non credo
che i ragazzi abbiano tanta disponibilità
economica, e forse preferiscono investire il loro
"budget" in pasticche: costano circa
uguale e lo sballo è veloce e assicurato.
(Giorgio Faletti)
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