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Carosso
» il maestro Carlo Carosso


» particolare di un prezioso dipinto di Carlo Carosso

Carlo Carosso: pittore, scultore incisore
Carlo Carosso nasce ad Asti nel 1953, da padre italiano e madre greca; quest'ascendenza ellenica ha sicuramente influenzato profondamente la sua carriera artistica fin dagli esordi, anche se in maniera più marcata negli ultimi anni, da quando ha deciso di trascorrere parte della sua esistenza ad Atene.
Inizia giovanissimo la sua carriera artistica, studiando pittura e incisione prima con Emanuele Laustino e poi con Caro Caratti, uno dei massimi xilografi del nostro tempo. Dopo aver frequentato le scuole superiori ad Asti, si iscrive all' Accademia Albertina di Torino, dove segue i corsi di Piero Martina e di Mario Calandri.
Dopo la prima mostra torinese ne sono seguite subito altre ad Asti e a Cuneo ed in tutto il mondo, con immediato interessamento del pubblico e della critica. In tutto le personali di Carlo Carosso assommano al bel numero di cinquanta.
L'arte di Carosso è sempre stata attenta ai problemi più scottanti della società contemporanea: lo dimostra una delle sue opere più significative, "La strage di Bologna", un grande dipinto ad acrilico su lastra d'acciaio di 4 metri per 6 che l'artista ideò sull'onda della commozione dopo lo scoppio della bomba nella stazione di Bologna e che ora si trova esposto nell'atrio della stazione ferroviaria di Asti.
Un momento importante della vita, non solo artistica, di Carlo Carosso è stato l'incontro, avvenuto nel 1971 nell'isola greca di Samos, con il grande poeta greco Jannis Ritzos, allora confinato dal regime dei colonnelli per lo spirito di libertà che Ritzos professava e che è presente nelle sue liriche. Tra l'artista greco ed il poerta greco nacque una lunga amicizia, protattosi sino alla morte di Ritzos. Carosso e Ritzos realizzarono allora numerosi vasi denominati "kiuppi", secondo le tecniche di cottura in uso nell'antica Grecia; ma soprattutto i due diedero inizio alla produzione di cartelle di grafica contenenti xilografie acquerellate a mano dal giovane artista italo-greco e versi dell'anziano poeta greco, le une a commento delle altre; opere che sono state esposte in varie mostre.
Negli anni seguenti Carosso ha proseguito su questa strada, realizzando nuove cartelle in cui accanto alle proprie incisioni figurano versi molto noti tra i maggiori poeti del nostro tempo, tra cui Edoardo Sanguineti, il greco Tito Patrikio, il premio Nobel Leopold Sedar Senghor.

Nel mentre Carosso ha imboccato anche nuove strade: ad esempio la scultura, prima in terracotta e poi in bronzo; forse per un'esigenza di manualità, o perchè il maneggiare una materia solida e corposa ha un fascino tutto particolare: la terracotta ha un suo valore estetico naturale, col suo colore caldo; è la materia su cui la mano dell'artista agisce più direttamente. Il bronzo, invece, e lo sapevano bene gli antichi, ha il fascino dell'eternità e nella sua brillantezza permette suggestioni che la terracotta, con la sua opacità, non può dare. Ma il bronzo è anche un avvicinarsi alla classicità, a quel mondo della Grecia Antica che per Carosso è legato all'oggi con vincoli ben saldi. E così il cerchi si chiude.
Carlo Carosso è presente anche su internet con il suo sito ufficiale, all'indirizzo www.carlocarosso.com

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