|

» Giovanni
Arpino con Loredana Furno (foto d'archivio)
|
Giovanni
Arpino, a quindici anni dalla morte
La città di Torino e tutta la penisola hanno
ricordato con manifestazioni varie lo scrittore
Primo Levi, a quindici anni dalla scomparsa.
E certamente l' autore di "Se questo è un
uomo" si meritava ampiamente queste celebrazioni.
Ma chi ricorderà che nello stesso anno e
precisamente nel mese di dicembre, era scomparso
anche Giovanni Arpino? Nato a Lubiana
da genitori italiani, si era ben presto
trasferito a Bra, dove aveva trascorso la
giovinezza prima di andare a Torino. Braidese
dunque si definiva Arpino ed a Bra aveva
sposato giovanissimo Caterina, la compagna
sino all' ultimo...
Personaggio ruvido, ironico, magari anche
infelice, Arpino certo ignorava il bon ton
e diceva pane al pane e vino al vino...
Quanti libri ha scritto? Da "La suora giovane"
a "Una nuvola d'ira", da "Azzurro tenebra"
a "Anima Persa", da "Sei stato felice, Giovanni?"
a "Il fratello italiano", per finire con
"Domingo il favoloso". Di questo romanzo
ricordo ancora le bozze. Le avevo date a
Farassino perchè si riconoscesse nel personaggio
del protagonista... Giornalista a tutto
tondo aveva anche avuto successo come giornalista
sportivo. Da "La Stampa" era passato a "Il
Giornale", ma sul quotidiano milanese parlava
quasi sempre di Torino. "Consideratemi un
autore defunto" diceva a coloro che realizzavano
o in cinema o in teatro o in radio o alla
televisione qualche sua opera... Che grande
e unico personaggio è stato Giovanni Arpino...
Il successo non gli aveva dato alla testa,
proprio no. Basti leggere un suo libricino
dal titolo "A boce ferme": poesie piemontesi
semplici, ironiche, quotidiane... Certo
è che, con il suo carattere, di amici ne
aveva proprio pochi. Noi tra quelli. La
sua scomparsa, quindici anni fa, ci ha lasciati
orfani, senza più quell' importante riferimento
che lui era per noi.
Per tutti quelli che ancor oggi continuano
a leggere i suoi libri, davvero senza tempo!
(Massimo Scaglione)
|