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Aldo PiaIntervista ad Aldo Pia, presidente della Camera di Commercio di Asti

- Quali sono state le sue esperienze salienti prima di arrivare alla carica di Presidente?
Sono un farmacista e sono stato espresso dalla Confcommercio come settore. E' la mia prima esperienza camerale, prima ho ricoperto incarichi come amministratore Comunale, da assessore fino a vice-sindaco, poi sono stato Amministratore della Cassa di Risparmio di Asti per 9 anni e adesso sono Presidente della Camera di Commercio dal novembre del 1999.
- Come gli altri anni, le manifestazioni dalla "Douja d'or" e del Festival delle Sagre sono state un successo e l'impressione comune e' stata di un incremento notevole di visitatori alle due manifestazioni, potrebbe darci un resoconto ufficiale?
Posso dire che c'è stato un alto gradimento da parte del pubblico, sia per quanto riguarda il Festival delle Sagre, e posso sbilanciarmi dicendo che è stato il più bel festival che è stato fatto, che per la Douja d'or. Questo lo si può far risalire alla partecipazione entusiastica del pubblico, da una parte, per la sfilata che è riuscita particolarmente bene, per il tempo che ci ha accompagnato e per un villaggio molto ordinato con cibi di qualità. Siamo andati alla ricerca dell'ecologico, inteso come qualità di vita, quindi il bicchiere di vetro per il vino, le posate di legno per i piatti, abbiamo bandito infatti la plastica dal villaggio. La Douja, che è al terzo anno della nuova edizione nel Palazzo del Collegio, ha confermato tutto quanto di buono c'era stato negli anni precedenti; in più quest'anno direi che si è respirato un'atmosfera particolarmente piacevole perché il più bel complimento che abbiamo sentito dai nostri visitatori era l'atmosfera che c'era, che accompagnava le degustazioni di grande qualità, un alto gradimento per la proposta abbinata di cibo e vino.
- Quali, secondo Lei, le chiavi di questo continuo successo?
Per quanto riguarda la douja è stata una scelta cha abbiamo fatto tre anni fa, usare il concorso enologico, quest'anno arrivato alla 30° edizione, come momento clou per presentare tutto quello che di buono questa terra riesce a creare e a produrre. Quindi abbiamo pensato all'abbinamento con il miglior cibo che questa terra produce, abbiamo scelto i migliori ristoratori della nostra provincia, non tutti perché le serate sono solo dieci, quindi non possiamo ampliare il numero delle serate gastronomiche. Dieci grandi ristoratori hanno presentato dieci piatti, che noi definiamo piatti d'autore, in abbinamento con dei vini di grande qualità come il Barbera, vini che ci sono stati forniti dal consorzio. Il tutto presentato in un contesto che noi abbiamo definito di alto livello culturale. Non per nulla nel nostro programma c'era la visita al museo lapidario, al cui interno abbiamo organizzato una mostra di straordinaria bellezza di ceramiche del '600 e del '700 da tavola, c'era anche l'abbinamento fisico e partecipativo della biblioteca stessa. Per cui nel momento in cui la Douja con i suoi vini e con le sue proposte sconfinava nel vicino edificio, dove i ragazzi andavano a ricercare nei libri le notizie per i loro studi, abbiamo fatto, oltre che l'inaugurazione, anche un momento di vita vissuta con il vino in mezzo ai libri e ai momenti culturali che la biblioteca può proporre. Quindi direi che sono più fattori che nel loro insieme hanno portato a nostro avviso un buon risultato.
- Certamente queste due manifestazioni sono un'importante vetrina sia per le tradizioni che per i prodotti tipici di questa terra e un fatto trainante per l'economia locale, per il prossimo anno prevedete delle nuove iniziative?
Si, non bisogna mai fermarsi a crogiolarsi sugli eventuali successi ottenuti, sicuramente la Douja presenterà qualche novità, noi pensiamo di aprirci anche all'estero. Perché pensiamo che in un mondo che è sempre di più competitivo e che sempre deve aprirsi alle nuove esperienze e possibilità, in una rassegna così importante come è la Douja d'or deve esserci uno spazio almeno per una rassegna di vini stranieri. Pensiamo anche, con il consenso del Sindaco e dell'amministrazione comunale, di avere per il prossimo anno degli spazi superiori perché una delle poche cose che ci è stata rimproverata è che gli spazi sono diventati piccoli per il grande afflusso del pubblico, questi potrebbero essere già due motivi per portare delle innovazioni nella organizzazione della Douja.
- Cosa vuole aggiungere?
Spero che questo nostro sforzo organizzativo, che è immane perché siamo in pochi per fare delle cose che la gente apprezza ma che sono complicate e molto articolate, costituisca anche uno stimolo per tutto il mondo che gira intorno alla Camera di Commercio per affermare questa piccola provincia in un contesto nazionale come la provincia delle cose buone, la provincia dove la qualità della vita è veramente alta. In "Piemonte Internazionale" Asti ha un ruolo fondamentale, siamo la prima provincia in Piemonte, che è la prima regione in Italia per quanto riguarda sia la produzione qualitativa che quantitativa. Abbiamo una responsabilità molto importante ma abbiamo anche delle speranze per la nostra economia perché con la questa riscoperta delle nostre tradizioni agricole stiamo ridando energia e vitalità a tutto il mondo economico.
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