|

|
Il
cioccolato del Duca
Emanuele Filiberto, il Savoia che
trasferì da Chambery a Torino la capitale
del ducato, risiedette al castello di Rivoli
nel 1562 prima ancora del suo insediamento
in città. Nonostante fosse uomo d'armi più
che di corte incise profondamente nella
storia gastronomica del Piemonte. Il suo
merito maggiore fu quello di introdurre
in Piemonte il cioccolato dopo averlo
ricevuto, come dono, dall' imperatore Carlo
V per il quale aveva combattuto a San Quintino.
La mensa del Duca era sobria, ma veniva
apparecchiata splendidamente con ricchi
lini e prezioso vasellame proveniente da
tutta Europa.
In un suo celebre editto ordinava che "nelli
convitti o banchetti, nelli piatti no se
gli ha da mettere più di un capone per piatto,
tre perdrici oppure tre pollastri o piccioni,
secondo la stagione". In privato
Emanuele Filiberto amava consumare i pasti
con la moglie. I due ordinavano cibi diversi
e se li scambiavano con reciproca cortesia.
A tavola, come in chiesa, il duca sedeva
sotto un baldacchino manifestando un privilegio
che era proprio solo dei re. Non amava le
compagnie numerose ed ammetteva al cospetto
solamente alcuni cavalieri insigniti del
collare dell' Annunziata.
|